La Formula Uno affonda le sue radici ai primi giorni delle corse automobilistiche ed emerge dalle scene delle corse europee degli anni fra le due guerre. I piani per realizzare un campionato di piloti di Formula Uno sono stati discussi dalla fine degli anni 1930, poi accantonati con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1946 l’idea si è riaccesa e proprio in quella stagione si sono svolte le prime gare, il successo fu tale che l’anno successivo fu presa la decisione di lanciare un campionato piloti. La prima gara ufficiale del campionato del mondo di Formula 1 si è svolta nel maggio 1950 a Silverstone: era l’inizio di un mito.

Non è stato un inizio facile: nel 1952 e nel 1953 la mancanza di partecipanti ha portato a creare nuovi regolamenti e delle 20 case automobilistiche che hanno partecipato al primo campionato, nel 1950, la maggior parte di esse si sono ritirate ben presto a causa dei costi esorbitanti.

Le vetture hanno fatto sin da subito notevoli progressi tecnologici. Le prime stagioni si sono corse con delle macchine anteguerra, come l’Alfa 158: auto con motore anteriore, pneumatici stretti e ricostruiti e un motore da 1,5 litri sovralimentato o da 4,5 litri aspirati.

L’epoca del predominio britannico (9 titoli piloti su 10 stagioni) è stata inaugurata dalla vittoria in campionato di Mike Hawthorn, nel 1958. Oltre a lui abbiamo avuto nomi importanti come Jim Clark, Jackie Stewart, Jack Brabham e Graham Hill.

Nel 1970 Jochen Rindt della Lotus vinse la classifica piloti dopo la sua morte, l’unico uomo a farlo, poi è stata l’epoca di Emerson Fittipaldi, che ha vinto 4 campionati.

Nei primi anni ’70 Bernie Ecclestone ha riorganizzato la gestione dei diritti commerciali della Formula Uno, trasformando questo sport da un business globale in un’azienda da miliardi di dollari. Nel 1971 ha comprato la squadra Brabham e ha guadagnato un seggio presso l’Associazione dei Costruttori di Formula Uno (UFAC) divenendone presidente nel 1978.

Gli anni seguenti sono stati quelli dei duelli tra Prost e Senna, poi Nigel Mansell, mentre più di recente abbiamo visto Michael Schumacher diventare un vero e proprio fenomeno: il tedesco ha vinto 5 titoli piloti e sei campionati costruttori di seguito, un’impresa senza precedenti.